CLASSIC VAR, SQUILLO DI SCARONI
Vittoria italiana nella seconda edizione della Classic Var, giovane corsa francese che quest’anno è stata conquistata dal bresciano Christian Scaroni
Tra le gare minori in programma nel mese di febbraio, una volta dedicato agli allenamenti e a qualche competizione di ciclocross, un posto importante spetta a quella denominata “Tour des Alpes-Maritimes”, che risale al 1969 e che ha visto, nella sua lunga storia, diversi cambi di formato e di nome: dapprima corsa in linea, poi corsa a tappe, dapprima con due frazioni, poi con tre, e infine, dall’anno scorso, divisa fra una corsa in linea e una successiva corsa a tappe nuovamente ridotta a due frazioni. Senza addentrarsi troppo nei dettagli e nella mente degli organizzatori, basterà ricordare che quando la corsa era in linea (dal 1969 al 2008) i vincitori sono spesso stati di buon livello: Poulidor, Thevenet, Zoetemelk, Maertens, Mottet e il nostro Rebellin (due volte vincitore). In attesa di un nuovo cambio di formato oggi si disputa la corsa in linea chiamata “Classic Var”, mentre domani e dopo andrà in scena la corsa a tappe, attualmente chiamata “Tour des Alpes-Maritimes”. Queste gare, siano esse in linea o a tappe, percorrono l’entroterra della Costa Azzurra, fra Cannes e Marsiglia, una zona ricca di salite impegnative, anche se non paragonabili a quelle delle Alpi vere e proprie, che favoriscono non poco gli scalatori. La Classic Var che si è corsa oggi, lunga solo 155 chilometri, presentava addirittura un arrivo in salita sul “muro di Fayence” (nel paese omonimo), poco di più di un chilometro col 10% di pendenza media e punte del 15%. La gara si deciderà senza dubbio su questo rampa, che sarà preceduto da due salite non banali e che potrebbero fare una prima selezione: il col de la Grange (8 chilometri al 4,6%), situato a 92 chilometri dalla partenza, e le Gorges du Blavet (2,4 chilometri al 4.6%) al chilometro 137, quindi non lontano dall’arrivo. Anche il resto del percorso era tutt’altro che pianeggiante.
Grandi favoriti sono due colombiani: il grande Richard Carapaz (EF Education – EasyPost), l’anno scorso maglia a pois al Tour e quarto alla Vuelta, e il giovane Santiago Buitrago (Bahrain – Victorious), l’anno scorso nei primi dieci del Tour. Spiccano poi i due francesi Lenny Martinez (Bahrain – Victorious), vincitore di questa corsa l’anno scorso, e Kévin Vauquelin (Arkéa – B&B Hotels), che non molti giorni fa ha vinto in maniera convincente l’Étoile de Bessèges, altra breve corsa a tappe che si disputa nel sud della Francia. Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team) è, forse, il più quotato tra i pochi italiani in gara.
Si parte alle 12.30 dal paese di Le Luc, nell’entroterra di Tolone. Il cielo è nuvoloso, ma non piove; la temperatura non supera i 12 gradi, anche se nel pomeriggio salirà un poco. Dopo tre chilometri inizia la fuga di giornata: a prendere il largo sono cinque corridori di belle speranze, quasi tutti francesi. Il più quotato sembrerebbe l’unico straniero, il finlandese Jaakko Hänninen (Nice Métropole Côte d’Azur), campione nazionale in carica. Il vantaggio dei cinque cresce rapidamente, sino a quasi 6 minuti, per poi iniziare a calare a mano a mano che il percorso diventa più impegnativo. L’entroterra della Costa Azzurra è molto antropizzato, ma ricco di boschi e corsi d’acqua che rendono ameno il paesaggio e scarsa la voglia di impegnarsi a fondo: il gruppo procede a rilento e nulla cambia sino all’attacco della prima e più lunga salita, il Col de la Grange, sul quale transitano primi i fuggitivi guidati dal francese Baptiste Veistroffer (Lotto), che in carriera ha vinto una tappa nel giro di Bretagna. Nessuno dei suoi compagni si è ancora perso per strada e il resto dei corridori, che sulla salita hanno recuperato terreno, segue a circa un minuto e mezzo. In questa fase si fa notare in testa al gruppo, ma con scarsa convinzione, proprio Martinez. Di nuovo i fuggitivi – il cui distacco, sulle colline successive al GPM, si è andato assottigliando sino a ridursi a poco più di un minuto – tornano a guadagnare in discesa e affrontano la seconda e meno impegnativa salita delle Gorges du Blavet con quasi due minuti di margine. In cima, nel paese di La Bouverie, Veistroffer si ripete; dietro nessuno tira veramente. Tra un succedersi di saliscendi, che favoriscono noancora per un po’ i fuggitivi, ci si avvicina il traguardo: a 10 chilometri il vantaggio del quintetto è ancora di un minuto, ma quando ne mancano 6 è sceso a 40 secondi. Nel gruppo la squadra del giovane francese Paul Lapeira (Decathlon AG2R La Mondiale Team) inizia a tirare seriamente; davanti Veistroffer, che sente vicina una clamorosa vittoria ed è forse avvantaggiato dall’arrivo in salita, aumenta il ritmo e a 3 chilometri dal traguardo cedono due dei cinque fuggitivi. Ma proprio all’inizio del muro finale ciò che resta del gruppo – ancora una cinquantina di corridori – li riassorbe tutti: inizia così un lungo sprint in salita. Carapaz sembra inizialmente in grado di fare il ritmo, ma negli ultimi 500 metri è proprio Lapeira a scatenarsi, riuscendo con fatica a guadagnare qualche metro. Poi, a sorpresa, il nostro Christian Scaroni, gregario della XDS Astana Team che in carriera ha vinto solo due tappe dell’Adriatica Ionica Race, ma che vanta molti buoni piazzamenti, gli sbuca alle spalle dopo essersi portato astutamente nella testa del gruppo. E l’incredibile accade! A 100 metri dal traguardo supera Lapeira, che pensava di avere ormai la vittoria in tasca, e vince con relativa facilità. Terzo è un compagno di squadra di Lapeira, il francese Victor Lafay. Vauquelin è quarto, Buitrago subito dietro. Lenny Martinez non va oltre l’ottavo posto, Carapaz si ferma al 25esimo. Corsa tutto sommato mediocre, ma di questi tempi vedere un italiano che non sia Ganna o Milan vincere fuori casa è, come diceva De André, “un privilegio raro”. Domani, quando partirà il Tour des Alpes-Maritimes e difficilmente potremo goderci un bis, sarà comunque “un altro giorno”.
Andrea Carta

Scaroni batte la concorrenza sul muro du Fayence (Getty Images)