NONSOLOGIRO – 2019

maggio 1, 2019
Categoria: Approfondimenti

È arrivato maggio, il mese del Giro e non solo. Contemporaneamente alla 102a edizione della Corsa Rosa il calendario internazionale proporrà altri succulenti appuntamenti a pedali e in particolare risalta sulle altre gare il Giro della California, che da tre stagioni è entrato nel circuito World Tour, lo stesso del quale fanno parte il Giro d’Italia e, altra corsa che si disputerà a maggio, il Gran Premio di Francoforte.

Maggio è un mese particolare, dai mille aspetti. Per gli studenti è il mese nel quale si avvia alla chiusura l’anno scolastico e ci s’impegna in un vero e proprio “sprint” per rimediare a voti bassi o per preparare al meglio gli esami di maturità; per gli amanti del caldo è il mese che traghetta dalla primavera all’estate, con le temperature che si alzano e che invogliano alle prime gite e ai primi bagni in mare; per i credenti è il mese consacrato alla Madonna, nel quale ritrovarsi con altri fedeli a recitare il rosario in chiese e cappellette; per i calciofili è il mese nel quale ha termine il campionato di Serie A, quest’anno già matematicamente conquistato dalla Juventus, che con cinque partite d’anticipo ha portato a casa il suo 35° scudetto, l’ottavo consecutivo. Infine, per tutti – appassionati di ciclismo e non – maggio è il mese di quella festa lunga tre settimane che risponde al nome di Giro d’Italia e che quest’anno, complice lo slittamento in avanti di una settimana dell’intero calendario di gara, “straborderà” per un paio di giorni nel mese di giugno, concludendo il suo cammino in corrispondenza della Festa della Repubblica. E poi ci sono anche i superappassionati dello sport del pedale per i quali il quinto mese dell’anno offrirà una cinquantina di altre gare oltre alla “Corsa Rosa”, tra le quali alcune degne di nota.

Scorrendo il calendario s’incontra per primo il Tour de Romandie, in partenza il 30 aprile da Neuchâtel con un cronoprologo lungo poco meno di 4 Km e caratterizzato da uno strappo di circa 500 metri al 5,5% che, vista la brevità della prova, potrebbe anche rivelarsi determinante ai fini del risultato. Molto insidiosa si presenterà la prima tappa in linea, 168 Km con connotati di media montagna per giungere sul traguardo di La Chaux-de-Fonds dopo aver superato ben otto ascese, cinque della quali valide come GPM di 2a categoria. La seconda sarà l’unica frazione destinata ai velocisti, chiamati alla ribalta al termine dei 174 Km della Le Locle – Morges, con epilogo sulle rive del lago di Ginevra dopo un percorso non del tutto liscio che proporrà anche l’ascesa di 2a categoria del Col du Mollendruz. Un tracciato nervoso sarà quindi proposto dalla frazione di Romont, un circuito collinare di 160 Km il cui percorso ricorda quello di certe tappe marchigiane della Tirreno-Adriatico, pur non essendo prevista la presenza di muri lungo il cammino. La frazione di montagna, momento irrinunciabile del Giro della Svizzera Romanda, si correrà il penultimo giorno di gara partendo da Lucens per andare ad affrontare le salite allo Jaunpass (1507 metri, 5,9 Km all’8,1%) e al Col des Mosses (1445 metri, 13,1 Km al 4,1%), antipasti all’ascesa finale verso Torgon (1063 metri, 10,3 Km al 6,5%), il cui culmine ufficiale è collocato a 3 Km dal traguardo, nelle battute conclusive di una tappa lunga 176 Km. Com’è evidente, non si tratta di difficoltà particolarmente insormontabili e per questo motivo a decidere le sorti della 73a edizione della corsa elvetica sarà, con tutta probabilità, la cronometro conclusiva di 17 Km disegnata sulle strade di Ginevra, scorrevole e veloce negli ultimi 10 Km mentre la prima parte sarà movimentata da un paio di piccoli dislivelli, come lo strappo di 600 metri al 7,7% che si dovrà superare nel corso del primo chilometro di gara.

Il primo maggio sarà il giorno della seconda gara World Tour del mese, l’Eschborn-Frankfurt, corsa in linea nota in Italia come Gran Premio di Francoforte e che anche quest’anno avrà ai nastri di partenza il velocista norvegese Alexander Kristoff, alla caccia del filotto dopo aver vinto le ultime quattro edizioni della corsa tedesca.

La prima corsa a tappe totalmente “maggiolina” sarà il Tour de Yorkshire, giunto alla sua quinta edizione e quest’anno particolarmente interessante perché proporrà un test sul circuito che il 29 settembre ospiterà i campionati del mondo di ciclismo e che il giorno di Pasquetta è già stato visionato da un gruppo di corridori italiani (Bettiol, Colbrelli, Trentin e Viviani) e dal commissario tecnico della nazionale Davide Cassani, che sono tornati in Italia con la convinzione che si tratterà di un mondiale duro, anche se altimetricamente non impegnativo. Ed è anche per questo motivo che corridori del calibro del campione olimpico Greg Van Avermaet, di Mark Cavendish e di Chris Froome, alla sua prima corsa in maglia Ineos, si schiereranno il 2 maggio al via della prima tappa, che in 182.5 Km condurrà da Doncaster a Selby affrontando un percorso prevalentemente pianeggiante e favorevole ai velocisti. Pure adatte agli sprinter saranno la seconda frazione – la più interessante perché a una sessantina di chilometri dalla conclusione della Barnsley – Bedale, di 132.5 Km complessivi, si effettuerà un giro quasi completo sul circuito iridato di Harrogate – ed anche la terza, che darà un po’ più filo da torcere alle loro formazioni perché prima di completare i 132 Km della Bridlington – Scarborough dovranno essere superati alcuni muri, l’ultimo dei quali collocato a una trentina di chilometri dal traguardo. Sarà l’ultima la frazione decisiva per via dei continui saliscendi che caratterizzano gli ultimi 50 Km della Halifax-Leeds (175 Km), sui quali spiccano le salite di Greenhow Hill (3.2 Km all’8%) e di Otley Chevin (1.4 Km al 10.4%).

Il giorno dopo la partenza del Giro d’Italia da Bologna (11 maggio) prenderà le mosse un’altra corsa a tappe della “serie A” ciclistica, l’Amgen Tour of California, che farà dunque a “spallate” con la prima settimana della Corsa Rosa e che, tra i grandi nomi, vedrà in sella sulle strade statunitensi Peter Sagan, Tejay Van Garderen, il velocista tedesco Marcel Kittel e il promettente neoprofessionista sloveno Tadej Pogačar, quest’anno vincitore della Volta ao Algarve. La prima bandiera del via sarà abbassata in quel di Sacramento, la capitale della California alla quale si farà ritorno dopo 143 km completamente pianeggianti. Si salirà subito ad altissima quota il secondo giorno di gara perché, partendo dai 41 metri sul livello del mare di Ranch Cordova, si arriverà ai 2000 metri di South Lake Tahoe dopo aver percorso 214 Km e aver toccato i 2616 metri del Carson Pass senza affrontare, però, pendenze particolarmente impegnative. Lo saranno, invece, quelle del Mount Hamilton (1275 metri), i cui 7.2 Km all’8.4% saranno affrontati l’indomani a una settantina di chilometri dalla conclusione della Stockton – Morgan Hill (208 Km), ma la notevole distanza da percorrere per andare il traguardo potrebbe non invogliare troppo gli scalatori oppure vanificare gli effetti provocati dall’ascesa. Nelle successive 48 ore torneranno protagonisti i velocisti che troveranno pane per i loro denti al termine della Laguna Seca – Morro Bay (214 Km) mentre dovranno digerire qualche difficoltà altimetrica nel corso della Pismo Beach – Ventura, la frazione più lunga delle sette in programma (219 Km), che prevede un GPM di 1a categoria a metà tappa e un secco strappo di 900 metri al 9% a 5 Km dal traguardo. Sarà poi il turno della tappa “regina”, breve ma molto impegnativa, che scatterà da Ontario per concludersi dopo 127 Km ai 1959 metri del Mount Baldy, dove si giungerà dopo aver affrontato un’ascesa finale di 8 Km inclinata all’8.3% di pendenza media, in cima alla quale nel 2015 s’impose un giovane e promettente corridore francese, oggi divenuto uno delle “stelle” del gruppo: Julian Alaphilippe. Un percorso di media montagna, infine, caratterizzerà il tracciato dell’ultima frazione che in 126 Km condurrà da Santa Clarita a Pasadena salendo fino ai 1500 metri dell’Angeles Forest Highway prima di raggiungere il traguardo conclusivo dove dovranno essere ripetuti tre giri di un pianeggiante circuito lungo 6.5 Km.

Negli stessi giorni del California in Francia si disputerà la 65a edizione della Quattro Giorni di Dunkerque, corsa a tappe che, nonostante il nome, si disputa in sei giorni sulle strade della regione dell’Hauts-de-France, territorio privo di grandissime ascese ma che permette di confezionare tracciati non banali a causa del pavè e del vento che spesso spazza queste lande. Non è un caso che, spulciando l’albo d’oro della corsa, risaltino nomi di corridori avvezzi a ben altri e più “alti” traguardi come quello dello scalatore transalpino Charly Mottet, che ricordiamo secondo al Giro d’Italia del 1990 dietro Bugno e che vinse due volte la “Quattro Giorni”, nel 1989 e nel 1991. Si comincerà il 14 maggio con una prima frazione destinata ai velocisti, disegnata per 189 Km tra Dunkerque e Condé-sur-l’Escaut e che prevede un paio di facili ascese collocate nei primi 50 Km e l’attraversamento nel finale delle terre del pavè, anche se non saranno previsti settori da percorrere sulle pietre. Non dovrebbe sfuggire agli sprinter nemmeno la seconda tappa di 178 Km da Wallers a Saint-Quentin e poi anche la terza che vedrà i corridori coprire 156.5 Km da Laon a Compiègne, cittadina conosciuta agli appassionati di ciclismo per essere sin dal 1977 sede di partenza della Parigi-Roubauix. Le due frazioni successive saranno quelle decisive, a partire da quella che si snoderà per 180 Km tra le località di Fort Mahon Plage e Le Portel, entrambe affacciate sulle ventose coste della Manica, e che si concluderà con un circuito di 15,2 Km che prevede di affrontare quattro volte la breve ma ripida salita di Saint-Étienne-au-Mont (1.1 Km al 9.2%), da scavalcare l’ultima volta quando al traguardo mancheranno poco meno di 9 Km. La tappa regina di questa corsa priva di grandissime montagne sarà quella che, partendo da Gravelines, si concluderà dopo 181.5 Km sul tradizionale approdo di Cassel, presenza fissa della Quattro Giorni di Dunkerque: il momento topico del tracciato sarà rappresentato dal circuito finale di 14.6 Km che dovrà essere ripetuto otto volte e che terminerà con la salita in pavè verso il traguardo (3 Km al 4.6%) ma che proporrà un’altra più impegnativa ascesa su asfalto (800 metri al 9.4%), pure da ripetere otto volte per un totale di sedici brevi ascese e di quasi 30 Km di salita complessiva. Torneranno poi protagonisti i velocisti nella conclusiva frazione che da Roubaix riporterà la corsa in quel di Dunkerque dopo aver percorso in totale pianura gli ultimi 187 Km, comprensivi di circuito-passerella finale di 7.5 Km che dovrà essere inanellato dieci volte.

Debole compagna di viaggio alla durissima settimana conclusiva del Giro d’Italia sarà la nona edizione del Giro di Norvegia, corsa che non ha mai potuto o voluto sfruttare il territorio prevalentemente montagnoso offerto dallo stato scandinavo, forse per favorire i corridori locali più celebri, che non sono particolarmente attrezzati per le tappe di montagna. Prova ne sono le tre vittorie conseguite da Edvald Boasson Hagen (2012, 2013 e 2017), velocista che sa sprintare anche al termine di frazioni altimetricamente impegnative e che nella corsa di casa ha ottenuto anche due secondi posti sul podio finale e un terzo nell’edizione dello scorso anno, terminata con il successo dello spagnolo Eduard Prades. La prima delle sei tappe in programma (una in più rispetto alle edizioni fin qui disputate) si correrà martedì 28 maggio tra Stavanger ed Egersund su di un tracciato di 168 Km che presenta solo qualche modesto saliscendi e favorirà l’arrivo in volata; lo stesso discorso vale anche per la successiva Kvinesdal (Liknes) – Mandal (174 Km), il cui finale è leggermente più impegnativo perché si dovranno affrontare tre giri di un circuito lungo circa 10 chilometri che prevede uno strappo di 600 metri al 6.4% posto esattamente a metà dell’anello. Più animata si presenterà l’altimetria della terza frazione che condurrà il gruppo da Lyngdal a Kristiansand in 180 Km e anche in questo caso ci sarà un circuito a fine tappa caratterizzato da una salita – 1500 metri al 5.3% – collocata a 5 Km dalla linea d’arrivo e che dovrà essere ripetuta quattro volte. La quarta sarà la tappa più lunga e quella che più assomiglia a una classica del nord per via dell’altimetria tormentata, pur priva di salite vere e proprie, sulla quale si pedalerà per 224 Km tra Arendal e Sandefjord, dove si giungerà una quindicina di chilometri dopo aver superato uno strappo di mille metri al 7.5% che fa gola ai finisseur. È nelle ultime due giornate che s’incontreranno salite più concrete e degne di questo nome, anche se la volata pare ancora una soluzione molto probabile per l’epilogo della quinta frazione di 160 Km, Skien – Drammen, il cui momento più impegnativo si vivrà a 70 Km dal traguardo, al momento di approcciare la salita che condurrà al GPM di Meheia, classificato di 1a categoria ma in realtà più simile a un colle di terza (l’ascesa si compone di un primo tratto di 6 Km al 4.9%, seguito da una breve discesa intermedia e poi dai conclusivi 3 Km al 6%). Il 2 giugno, giorno della frazione conclusiva del Giro d’Italia, terminerà il suo cammino anche la corsa norvegese con la più difficile tra le sei frazioni in cartellone, che prenderà le mosse da Gran, comune del distretto di Hadeland, per giungere a Hønefoss dopo aver percorso 175 Km e aver superato a 11 Km dall’ultimo traguardo il decisivo GPM di Smeden, che si compone di un muretto di 600 metri al 10.8% e, dopo un lungo tratto in quota intermedio, di un ultimo strappo di 1200 metri all’8,6%.

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE

GIRO D’ITALIA

www.giroditalia.it/it/

TOUR DE ROMANDIE

www.tourderomandie.ch

TOUR DE YORKSHIRE

www.tour-de-yorkshire.co.uk/en

ESCHBORN-FRANKFURT

www.eschborn-frankfurt.de/de/home

AMGEN TOUR OF CALIFORNIA

www.amgentourofcalifornia.com

4 JOURS DE DUNKERQUE / GRAND PRIX DES HAUTS DE FRANCE

https://www.4joursdedunkerque.com

TOUR OF NORWAY

https://tourofnorway.no

Vista panoramica dalla cima del Mount Baldy, in California (californiathroughmylens.com)

Vista panoramica dalla cima del Mount Baldy, in California (californiathroughmylens.com)

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