VINE BRINDA A CESENA, SHEFFIELD NUOVO LEADER DELLA COPPI E BARTALI

marzo 27, 2025 by Redazione  
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Il maltempo stravolge la classifica della Settimana Coppi e Bartali, con il leader della classifica generale “sprofondato” a quasi 10 minuti dal nuovo padrone della corsa, lo statunitense Magnus Sheffield. Vittoria di tappa per l’australiano Jay Vine

La terza tappa della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali parte, come la seconda, da Riccione e segue un percorso non troppo diverso, dirigendosi subito verso l’entroterra appenninico – dove non mancano i saliscendi, per concludersi a Cesena dopo 142 chilometri. Nei pressi dell’arrivo si trova un circuito di 15 chilometri, da ripetere tre volte, che presenta una salita molto impegnativa verso il borgo di Sorrivoli: 1,3 chilometri all’11% con un tratto finale al 15%, un vero “muro” che in una classica potrebbe fare la selezione decisiva e che verrà affrontato per l’ultima volta a 33 chilometri dal traguardo. A questo punto i corridori scenderanno una prima volta a Cesena, per poi affrontare un’altra salita, lunga ma non impegnativa, diretta al paese di Diolaguardia, 8 chilometri al 3,5%. Solo dopo i successivi 14 chilometri, quasi tutti in discesa, i corridori arriveranno, per la seconda e ultima volta, al traguardo di Cesena dove la tappa si concluderà: la lunga discesa, se le salite non avranno fatto una selezione importante, potrebbero favorire i ricongiungimenti, forse anche un arrivo in volata.
Si parte alle 12.30 con la pioggia, che tormenterà i corridori sino al traguardo, e con l’inglese Paul Double (Team Jayco AlUla), vincitore della tappa di ieri, al comando della classifica generale. Secondo è il giovanissimo talento belga Jarno Widar (Lotto Development Team»Team Jayco AlUla), l’anno scorso vincitore del Giro “Next Gen” (una volta Giro d’Italia per dilettanti), terzo il nostro esperto Diego Ulissi (XDS Astana Team), corridore ormai al tramonto di una buona carriera ma pur sempre tra i favoriti di una corsa non troppo impegnativa come è appunto questa breve gara a tappe. La fuga di giornata parte dopo una decina di chilometri e include tre corridori semisconosciuti, tranne forse l’italiano Alexander Konychev (Team Vorarlberg), figlio del celebre Dmitri Konychev (del quale non ha, almeno sinora, rinverdito i fasti). Dopo un po’ di bagarre il gruppetto di fuggitivi aumenta a quattro unità, mentre il loro vantaggio cresce progressivamente sino a raggiungere i tre minuti. La situazione resta tranquilla sino all’ingresso nel circuito di Sorrivoli, quando il percorso si fa più duro e il vantaggio si dimezza. Nel corso del primo giro poco cambia: uno dei quattro, il francese Alex Baudin (EF Education – EasyPost), cede sulla salita e viene riassorbito dal gruppo, che intanto riduce il distacco a circa un minuto. Il secondo passaggio sul “muro” di Sorrivoli vede transitare in solitaria l’olandese Pascal Eenkhoorn (Soudal Quick-Step), seguito a mezzo minuto dai rimanenti due compagni di fuga, prima lo spagnolo Marcel Camprubí (Q36.5 Pro Cycling Team) e poi Konychev, in difficoltà sulle ultime rampe della salita. Il gruppo passa a un minuto e riassorbe ben presto Konychev; nel corso del terzo giro, almeno sino all’inizio del “muro”, la situazione non cambia. La terza salita a Sorrivoli, tuttavia, si rivela fatale ai due superstiti della fuga, che vengono ripresi ben prima di arrivare in cima. Di conseguenza il gruppo, o meglio quei trenta di corridori che hanno tenuto duro senza farsi scoraggiare dalla pioggia, dal freddo e dalle salite, transita compatto in cima, con lo sprint che viene vinto da uno degli uomini di punta della UAE Team Emirates – XRG, l’australiano Jay Vine. Sulla successiva salita di Diolaguardia Vine insiste nel forcing e riesce ad avvantaggiarsi in compagnia del belga Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step); si viene a sapere che nel gruppo, che continua ad assottigliarsi, non è presente il leader della classifica, ma non è chiaro chi sia destinato a prenderne il posto. La coppia di testa percorre la salita a buona andatura, ma in prossimità della cima Vansevenant cede e viene riassorbito dal gruppo; Vine passa quindi da solo e transita con una quindicina di secondi di vantaggio, che poi mantiene nel corso della lunga discesa successiva. Il gruppo, ormai ridotto a una quindicina di corridori, decide di non correre troppi rischi sull’asfalto scivoloso e così Vine, nonostante sia a sua volta molto prudente, può avvantaggiarsi ulteriormente, finendo per vincere con tutta tranquillità e con 25 secondi di vantaggio sugli inseguitori, regolati in volata dall’americano Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers) davanti al nostro Simone Velasco (XDS Astana Team). Per riuscire a stilare l’ordine di arrivo e la nuova classifica generale bisogna aspettare ben due ore: il maltempo, oltre ad aver condizionato lo svolgimento della tappa, poco movimentata, sembra aver confuso le idee anche a giudici e cronometristi. Alla fine si scopre che proprio Sheffield diventa il nuovo leader della classifica, dal momento che Ulissi è arrivato a ridosso del gruppo dei primi, ma staccato di 18 secondi, e Widar è sprofondato, in compagnia di Double, a oltre 10 minuti. Ben 20 corridori finiscono fuori tempo massimo – tra questi Baudin – e un’altra dozzina è costretta al ritiro, a riprova delle condizioni davvero difficili in cui si è corso oggi. Domani altra tappa difficile, con arrivo e partenza nel paese di Brisighella, ai piedi dell’Appennino, e molte salite lungo il percorso: la classifica generale cortissima con i primi 13 racchiusi in 20 secondi e con gli abbuoni che valgono 10, 6 e 4 secondi ai primi tre piazzati, potrebbe cambiare nuovamente.

Andrea Carta

Jay Vine vince a Cesena (foto Dario Belingheri/Getty Images)

Jay Vine vince a Cesena (foto Dario Belingheri/Getty Images)

ROGLIC, TAPPA E MAGLIA A MONTSERRAT. AYUSO CEDE LA MAGLIA BIANCOVERDE PER I MIGLIORI PIAZZAMENTI DELLO SLOVENO

marzo 27, 2025 by Redazione  
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Rivincita di Primoz Roglic sull’arrivo in salita di Montserrat. Lo sloveno batte in una volata ristretta Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRD) che saluta il primo posto della classifica generale, forse definitivamente, visto che Roglic sembra avere una marcia in più anche sui traguardi volanti

Dopo le prime scaramucce di ieri, la quarta tappa del Giro di Catalogna da Sant Vicenç de Castellet al celebre santuario di Montserrat servirà a scremare ancora di più la classifica generale che vede per il momento Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) primo con un risicato vantaggio su Primoz Roglic (Team Redbull BORA Hansgrohe). Sono due i gpm in programma oggi ed il più impegnativo è quello finale sul quale è posta la linea d’arrivo. Facile prevedere che i big di classifica si daranno nuovamente battaglia. Il gruppo partiva a tutta e le squadre dei big si organizzavano subito per non far partire la fuga di giornata visto che il traguardo volante di Manrea al km 11.3 dava importanti abbuoni. E infatti Primoz Roglic (Team Redbull BORA Hansgrohe) transitava per primo sul predetto traguardo volante ottenendo 3 secondi d’abbuono, anche se gli rispondeva Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) che si guadagnava 1 secondo d’abbuono arrivando terzo. A questo punto la fuga poteva partire. Gli attaccanti erano dodici ovvero Lennard Kamna (Team Lidl Trek), Geoffrey Bouchard e Johannes Staune-Mittet (Decathlon AG2R La Mondiale Team), Georg Steinhauser (Team EF Education EasyPost), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Frank van den Broek (Team Picnic PostNL), Embret Svestad-Bårdseng (Team Arkéa – B&B Hotels), Jesus Herrada (Team Cofidis) e José Felix Parra (Team Kerm Pharma), Diego Uriarte (Team Burgos Burpellet BH), Lorenzo Germani e Brieuc Rolland (Team Groupama FDJ). Uriarte vinceva il traguardo volante di Torà posto al km 60.8 km. Dopo 85 km il vantaggio della fuga sul gruppo inseguitore era di 2 minuti e 30 secondi. Negli ultimi km di scalata del Turó del Puig si avvantaggiavano Steihauser e Staune-Mittet che scollinavano con una trentina di secondi di vantaggio sugli ex compagni di fuga, mentre il gruppo era segnalato a circa 3 minuti e mezzo di ritardo. All’inizio della salita finale verso Montserrat Steinhauser si avvantaggiava di qualche decina di metri su Staune-Mittet. Il gruppo maglia biancoverde, una volta ripresi i primi fuggitivi staccatisi precedentemente, continuava a macinare un’andatura davvero sostenuta con Soudal Quick Step e UAE Emirates nelle prime posizioni. A 5 km dalla conclusione Steinhauser aveva 32 secondi di vantaggio sul gruppo in forte rimonta. Una trenata di Adam Yates (UAE Team Emirates XRG) riportava il gruppo, in lunga fila indiana, su Steinhauser quando mancavano ormai circa 2 km e mezzo alla conclusione. Appena ripreso il ciclista tedesco, partiva a tutto gas Ayuso su cui si portava con apparente facilità Roglic. Alle loro spalle cercavano di rientrare Enric Mas (Team Movistar) e Mikel Landa (Team Soudal Quick Step). Ma il ritmo imposto dalla coppia di testa era insostenibile per gli immediati inseguitori. Nella volata a due questa volta Roglic si prendeva la rivincita su Ayuso andando a vincere davanti allo spagnolo. Terzo era Mas a 3 secondi di ritardo mentre chiudevano la top five Lenny Martinez (Team Bahrain Victorious) in quarta posizione e Mikel Landa in quinta posizione, anche loro due a tre secondi di ritardo da Roglic. Giulio Pellizzari (Team Redbull BORA Hansgrohe) era il primo italiano all’arrivo, decimo a 26 secondi di ritardo da Roglic. Il ciclista sloveno ottiene la prima vittoria stagionale ed in classifica generale fa segnare lo stesso tempo di Ayuso, che perde la maglia biancoverde proprio a vantaggio di Roglic per i migliori piazzamenti di quest’ultimo. Terzo è Mas a 20 secondi di ritardo da Roglic. Adesso sarà durissima per Ayuso, e non solo per lui, togliere la maglia di leader della classifica generale dalle spalle di Roglic. Nelle prossime tappe potrebbero comunque essere ancora decisivi gli abbuoni sia all’arrivo che nei traguardi volanti. Domani è in programma la quinta tappa da Paüls ad Amposta di 172km. L’unico facile gpm del Coll de la Font, dopo una trentina di km, fungerà da trampolino di lancio per la fuga di giornata, dopodichè torneranno di scena le squadre dei velocisti prima della quasi certa volata finale. Sarà una giornata di riposo per gli uomini di classifica prima delle ultime due tappe che disegneranno definitivamente la classifica generale.

Antonio Scarfone

La sfida tra Roglic e Ayuso sulle rampe verso il santuario di Montserrat  (foto: Getty Images)

La sfida tra Roglic e Ayuso sulle rampe verso il santuario di Montserrat (foto: Getty Images)

DOUBLE SUCCEDE AD EWAN, IL BRITANNICO NUOVO LEADER NELLA CORSA DI COPPI E BARTALI

marzo 26, 2025 by Redazione  
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La seconda tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali termina in salita a Sogliano al Rubicone, dove si impone il britannico Paul Double, che toglie la maglia di leader dalle spalle dell’australiano Ewan

La seconda tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali si annuncia molto più movimentata della prima, nella quale non è successo praticamente nulla. Il percorso, lungo 164 chilometri, prevede la partenzada Riccione per dirigersi subito verso la dorsale appenninica dove, dopo 46 chilometri, si incontra la salita più dura, il Colle San Leo, un GPM di prima categoria (5 chilometri con pendenza media del 7%). Dopo essere passati da San Marino i corridori si porteranno ancora più all’interno, dove li attende un circuito di 24 chilometri da percorrere 4 volte, con inizio e fine a Sogliano a Rubicone: la salita conclusiva è considerata GPM di seconda categoria ed è lunga 3,2 chilometri, con una pendeza media del 6,5% e punte al 9%. Senza dubbio il velocita australiano Caleb Ewan (INEOS Grenadiers), leader della classifica dopo aver vinto nettamente la tappa di ieri, dovrà cedere il primato a qualche collega più portato sugli arrivi in salita, anche se fare un pronostico, in assenza di corridori davvero forti, è molto difficile.
Dopo una decina di chilometri parte la fuga di giornata, per iniziativa di quattro corridori di secondo piano fra i quali l’austriaco Dominik Amann (Team Vorarlberg) e il panamense Carlos Samudio (Team Solution Tech – Vini Fantini), già protagonisti ieri di un’azione analoga. Il percorso permette ai fuggitivi di dilatare il loro vantaggio sino a sfiorare i 5 minuti. In cima al San Leo transita per primo il giovane spagnolo Marc Cabedo (JCL Team UKYO), mentre il vantaggio del gruppetto, che ha perso Amann sulla salita, si riduce sino a due minuti. Nei saliscendi che portano a Sogliano il vantaggio si riduce ancora e all’inizio del primo dei 4 giri del circuito finale è ormai di soli 40 secondi. Nulla cambia nel corso di questo primo giro, anche se in vista del primo passaggio in cima alla salita di Sogliano cede anche Samudio, che verrà riassorbito dal gruppo nella discesa seguente; gli ultimi due fuggitivi, Camedo e il francese Mathieu Burgaudeau (Team TotalEnergies), mantengono un vantaggio di una quarantina di secondi, ma nel finale del secondo giro vengono infine ripresi. Dopo una fiammata da parte del nostro Walter Calzoni (Q36.5 Pro Cycling Team), che transita per primo in cima alla salita seguito dal belga Leander Van Hautegem (Wagner Bazin WB), il gruppo si ricompatta e resta tale sino alla terza ascesa della salita conclusiva: a guidarlo, come già ieri, gli uomini della INEOS e dalla TotalEnergies, ai quali si aggiungono quelli della Soudal Quick-Step. In cima rimangono ancora una cinquantina di corridori, fra i quali non c’è più Ewan. Alla fine della discesa si muove con decisione il tedesco Lennart Jasch (Red Bull – BORA – hansgrohe Rookies), che arriva a guadagnare 40 secondi a soli 10 chilometri dal traguardo e poi quasi un minuto quando ne mancano 7. Il gruppo esita e se ne stacca il francese Pierre-Roger Latour (Team TotalEnergies), che per qualche chilometro tenta invano un inseguimento solitario. A 3 chilometri dal traguardo, quando inizia la parte dura della salita finale, Jasch conserva ancora 30 secondi di vantaggio, che forse gli basterebbero in pianura, ma per un corridore poco adatto alle salite sono insufficienti: a metà salita Jasch è raggiunto e superato prima dall’inglese Paul Double (Team Jayco AlUla) e poi dal resto del gruppo, ormai molto frazionato e che attende un attimo di troppo per inseguire il corridore inglese. Il finale è al cardiopalma, con i primi inseguitori che si avvicinano sempre più fin quasi a toccare le sue ruote: ma Double stringe i denti negli ultimi 200 metri, sui sanpietrini di Sogliano e, quando ormai pare spacciato, raggiunge infine la linea del traguardo. Secondo, con lo stesso tempo, si piazza il belga Jarno Widar (Lotto Development Team), terzo è il nostro Diego Ulissi (XDS Astana Team), che si annuncia come un buon candidato alla vittoria finale. Double diventa, almeno per oggi, il nuovo leader della classifica e avrà buone speranze di restare al comando anche domani quando l’arrivo, dopo molti saliscendi, sarà in discesa. L’assenza di un corridore palesemente più forte si fa sentire e cresce il rimpianto per l’incidente che ha impedito al nostro Christian Scaroni (XDS Astana Team) di dire la sua in una corsa adatta alle sue caratteristiche e che avrebbe potuto farlo diventare un vero campione.

Andrea Carta

Il britannico Double vince la seconda tappa della corsa intitolata a Coppi e Bartali (foto Dario Belingheri/Getty Images)

Il britannico Double vince la seconda tappa della corsa intitolata a Coppi e Bartali (foto Dario Belingheri/Getty Images)

ALLA BRUGGE – DE PANNE MOLANO BEFFA MILAN, MA QUANTE CADUTE!

marzo 26, 2025 by Redazione  
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Il colombiano dell’UAE Team Emirates – XRG anticipa tutti e fa il buco nella volata della semiclassica per velocisti in Belgio, con il friulano della Lidl-Trek che prova invano una rimonta. Tanti incidenti negli ultimi dieci chilometri, con tantissimi dei favoriti rimasti coinvolti: tra questi il campione europeo Tim Merlier, il connazionale Arnaud De Lie, campione nazionale belga, e l’olandese Olaf Kooij.

Alla Classic Brugge – De Panne 2025 va in scena il festival degli sprinter, ma le cadute nella fase finale di corsa hanno messo fuori causa molti di loro. Alla fine è Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates-XRG) ad avere la meglio anticipando al momento giusto il resto dei corridori rimasti a giocarsi lo sprint, primo fra tutti Jonathan Milan (Lidl-Trek), secondo classificato e in fortissima rimonta.

Sulle strade vicine alla costa belga è il vento a fare da padrone di casa: niente muri o tratti di pavè, tutta pianura negli oltre 200 chilometri di corsa, ma un tortuoso circuito conclusivo che include il complicato rettilineo di De Moeren a rendere tosto il finale. Michel Lambrecht (Wagner Bazin WB), Antonio Morgado (UAE Team Emirates – XRG), Victor Vercouille (Flanders – Baloise), Joren Boem ed Harthijs De Vries (Unibet-Tietema Rockets) sono stati i componenti della fuga, con De Vries ultimo a mollare, provando l’azione solitaria negli ultimi quindici chilometri prima di essere ripreso a 2.500 metri dalla linea di arrivo.

Negli ultimi dieci chilometri comincia la serie di cadute che determinerà l’esito della corsa: nella prima resta coinvolto Alberto Dainese (Tudor Pro Cycling Team) e in seguito finiscono a terra Adrien Petit e Gerben Thijssen (Intermarchè-Wanty). Successivamente in una caduta che coinvolge mezzo gruppo finiscono tra gli altri a terra alcuni dei grandi favoriti per il successo, Olaf Kooij (Visma-Lease a Bike), Tim Merlier (Soudal Quickstep), Arnaud De Lie (Lotto)

Restano così in venti a giocarsi la volata e con grande furbizia Molano compie un’azione da finisseur nei 500 metri finali e a nulla vale il recupero potentissimo di Milan, che giunge secondo per una manciata di metri. Terzo posto per l’estone Madis Mihkels (EF Education – Easy Post).

Da segnalare anche la presenza al via da parte di Fabio Jakobsen, ma l’olandese del Team Picnic – PostNL è stato costretto al ritiro a causa di una condizione di forma ancora insufficiente, problema che l’ex campione europeo si porta dietro ormai da alcune stagioni e che è ancora senza soluzione migliorativa.

La settimana di gare World Tour in Belgio prosegue venerdì con il Gran Premio di Harelbeke (E3 Saxo Classic) e con la Gand – Wevelgem di domenica, le prime vere Classiche del Nord in avvicinamento al Giro delle Fiandre, in programma domenica 6 aprile.

Andrea Giorgini

Dopo un finale tormentato dalle cadute Molano vince in volata la semiclassica belga (Getty Images)

Dopo un finale tormentato dalle cadute Molano vince in volata la semiclassica belga (Getty Images)

AYUSO, TAPPA E MAGLIA A LA MOLINA. BATTUTO ROGLIC PER UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI

marzo 26, 2025 by Redazione  
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Sull’arrivo in salita di La Molina, Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) vince di pochi centimetri davanti a Primoz Roglic (Team Red Bull BORA Hansgrohe), mentre alle loro spalle si piazza Mikel Landa (Team Soudal Quick Step). Lorenzo Fortunato (Team XDS Astana) si fa notare nel finale. Ayuso è la nuova maglia biancoverde

Al Giro di Catalogna si inizia a fare sul serio con la terza tappa da Viladecans a La Molina, che oltre ad essere la tappa più lunga della breve corsa catalana con oltre 218 km da percorrere, vede un finale davvero esigente con tre gpm che possono fare la differenza e scavare i primi veri distacchi in classifica generale. Al 99% Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike), attuale maglia biancoverde, cederà il simbolo del primato sulle spalle di un ciclista che punterà alla vittoria finale, anche perchè l’ultima salita si conclude sulla linea del traguardo. Sono perciò attesi i big, a cominciare da Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) che ieri ha già guadagnato tre secondi d’abbuono sull’ultimo traguardo volante. La partenza era subito veloce ed il gruppo si allungava parecchio. Mats Wenzel (Team Kern Pharma) vinceva il primo traguardo volante di Molins de Rey posto al km 13.5. Il giovane olandese era affiancato, in questo tentativo d’attacco, da Geoffrey Bouchard (Decathlon AG2R La Mondiale Team) ed Edward Planckaert (Team Alpecin Deceuninck). I tre attaccanti erano ripresi dal gruppo dopo una ventina di km. Poco prima di affrontare il primo gpm del Coll d’Estenalles si formava la fuga di giornata grazie all’azione di Bruno Armirail (Decathlon AG2R La Mondiale Team), Lorenzo Germani (Team Groupama FDJ), Alex Molenaar (Team Caja Rural Seguros RGA) e Mats Wenzel, che ci riprovava con successo. Proprio Wenzel scollinava in prima posizione sul Coll d’Estenalles posto al km 57.7. Il ciclista olandese vinceva anche il successivo traguardo volante di Horta d’Avinyó posto al km 89.3. Seguiva una lunga fase interlocutoria dove il gruppo iniziava ad organizzarsi per rientrare sulla fuga, che al km 100 aveva ancora 5 minuti e 40 secondi di vantaggio. Wenzel scollinava in prima posizione sul gpm del Col de la Batalolla posto al km 154.5. All’inizio del successivo Coll de la Creueta il vantaggio dei quattro battistrada era di 2 minuti sul gruppo inseguitore. Armirail aumentava la cadenza delle pedalate e staccava i compagni di fuga mentre nel gruppo inseguitore tiravano gli uomini dell’UAE Team Emirates XRG e del Team Lotto. Il ciclista francese scollinava in prima posizione sul Coll de la Creueta posto al km 184. Proprio prima dello scollinamento da parte del gruppo, Lenny Martinez (Team Bahrain Victorious) era vittima di una caduta apparentemente senza conseguenze. Il francese rientrava in gruppo all’inizio della successiva discesa. Armirail veniva ripreso a circa 10 km dall’arrivo, quando la salita finale de La Monina era già iniziata da un paio di km. A circa 6 km dall’arrivo si avvantaggiavano Lorenzo Fortunato (Team XDS Astana), George Bennett (Team Israel Premier Tech) e Marc Soler (UAE Team Emirates XRG). Una violenta accelerazione del Team Lotto riportava il gruppetto degli inseguitori sui tre battistrada a circa 600 metri dall’arrivo. Primoz Roglic (Team Redbull BORA Hansgrohe) partiva ai meno 200 metri ma Juan Ayuso (UAE Team Emirates) restava attaccato alla sua ruota, affiancandolo e battendolo sulla linea del traguardo per una questione di centimetri. A 2 secondi di ritardo Mikel Landa (Team Soudal Quick Step) si piazzava in terza posizione mentre chiudevano la top five, a 4 secondi di ritardo da Ayuso, Lenny Martinez in quarta posizione ed Enric Mas (Team Movistar) in quinta posizione. Ayuso, oltre ad ottenere la quarta vittoria stagionale, balza al comando della classifica generale con 6 secondi di vantaggio su Roglic e 11 secondi di vantaggio su Landa. Domani è in programma la quarta tappa da Sant Vicenç de Castellet a Montserrat Mil·lenari di 188.7 km. Il percorso è molto vallonato e spicca la salita finale di Montserrat lunga 8.8 km al 6.5% di pendenza media. Sarà un nuovo banco di prova per i big di classifica che proveranno ad attaccare Ayuso.

Antonio Scarfone

Juan Ayuso vince a La Molina (foto: Getty Images)

Juan Ayuso vince a La Molina (foto: Getty Images)

EWAN INAUGURA LA COPPI E BARTALI 2025: SUA LA TAPPA D’APERTURA A BONDENO

marzo 25, 2025 by Redazione  
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Il forte velocista australiano vince una volata senza storia a Bondeno e conquista la prima maglia di leader della Settimana Internazionale Coppi e Bartali 2025. Ma domani già si salirà sull’appennino e sarà inevitabilmente costretto a cedere le insegne del primato

Inizia oggi una delle poche corse a tappe che si disputano in Italia, nata nel 1984 e chiamata dal 2001 “Settimana Internazionale di Coppi e Bartali”. È una competizione che da tempo si corre in Emilia Romagna, di solito su 5 tappe, e che vede nel suo albo d’oro anche nomi illustri del ciclismo italiano (Saronni, due volte Argentin) e straniero (Fignon). Negli ultimi anni il livello dei partecipanti non è stato sempre eccelso, anche se va sicuramente ricordata la vittoria, nell’edizione 2021, di Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike), la prima di una carriera che lo avrebbe visto in futuro due volte vincitore del Tour (e due volte secondo).
Pochissimi i nomi importanti, quest’anno: il corridore che sarebbe stato certamente favorito, Christian Scaroni (XDS Astana Team), reduce da un grande inizio di stagione, non si è ancora ripreso da una rovinosa caduta alle Strade Bianche ed è stato sostituito all’ultimo momento dal compagno di squadra Diego Ulissi, corridore ormai in là con gli anni ma che vanta un ottimo palmares, con una cinquantina di vittorie fra cui 8 tappe al Giro, una Milano-Torino, un Giro dell’Emilia e un Gran Premio di Montreal. Da segnalare anche il britannico Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers), quest’anno vincitore di una tappa alla Parigi-Nizza, il nostro Alberto Bettiol, compagno di squadra di Ulissi, e l’australiano Jay Vine, punta dello squadrone della UAE Team Emirates – XRG. Assente il vincitore della scorsa edizione, l’olandese Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), che ha preferito correre il più prestigioso Giro di Catalogna.
La prima tappa si svolge tra Ferrara e Bondeno per 174 Km ed è interamente pianeggiante, con un circuito finale di 34 chilometri da percorrere due volte. Non ci sono né “muri” né “côtes” di alcun tipo, come è normale nella Pianura Padana, e difficilmente l’esito sarà diverso da un volatone di gruppo. Parte comunque ben presto la solita fuga di giornata, con 5 corridori ignoti al grande pubblico, il più famoso dei quali è forse l’italiano Matteo Zurlo, gregario della S.C. Padovani Polo Cherry Bank, che vanta qualche buon risultato nel Giro della Regione Friuli Venezia Giulia. Il vantaggio raggiunge rapidamente i due minuti e si stabilizza, senza che nessuno – né tra i fuggitivi, né in mezzo al gruppo – si dia da fare più di tanto. La calma regna sovrana sino all’inizio del secondo e ultimo giro del circuito conclusivo, quando il gruppo accelera e riduce il distacco a poco più di un minuto. A tirare sono soprattutto gli uomini della INEOS Grenadiers, che hanno in squadra il forte velocita australiano Caleb Ewan, e del Team Jayco AlUla; sotto il loro impulso il vantaggio continua a ridursi, chilometro dopo chilometro, finché i fuggitivi – rimasti in tre dopo i cedimento dell’italiano Kevin Pezzo Rosola (General Store – Essegibi – F.Lli Curia) e dell’austriaco Dominik Amann (Team Vorarlberg) – vengono ripresi dal gruppo a 12 chilometri dal traguardo. A tirare nell’ultima fase di questo inseguimento è stata la Team TotalEnergies, ma da questo momento in poi l’andatura torna tranquilla e in attesa dell’inevitabile sprint finale non avvengono altri tentativi di fuga. Lo sprint non ha storia poichè la INEOS prende la testa del gruppo negli ultimi due chilometri e pilota Caleb Ewan sin quasi al traguardo senza che nessun’altra squadra possa opporsi: il velocista australiano vince con ampio margine davanti all’israeliano Oded Kogut (Israel – Premier Tec) e al francese Jason Tesson (Team TotalEnergies). Ewan diventa naturalmente leader della corsa con 4 secondi di vantaggio su Kogut grazie all’abbuono preso sul traguardo, 6 su Tesson e 10 sugli altri corridori. Nessun italiano in evidenza, oggi: domani, quando la corsa salirà sull’Appennino, vedremo forse una gara diversa e più appassionante.

Andrea Carta

Caleb Ewan vince la prima tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali (Foto Dario Belingheri / Getty Images)

Caleb Ewan vince la prima tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali (Foto Dario Belingheri / Getty Images)

ETHAN VERNON VINCE A FIGUERES. MATTHEW BRENNAN RESTA IN MAGLIA BIANCOVERDE

marzo 25, 2025 by Redazione  
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Per il secondo giorno consecutivo il Giro di Catalogna diventa una conquista d’oltremanica. Se ieri a vincere è stato Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike), oggi nella seconda tappa da Banyoles a Figueres a vincere è stato Ethan Vernon (Team Israel Premier Tech). Brennan conserva la maglia biancoverde ma domani si inizia a fare sul serio con tre gpm negli ultimi 60 km

Dopo la bella vittoria di ieri, in una prima tappa condizionata dal maltempo e da un finale dove il gruppo si è scremato molto, Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) riparte in maglia biancoverde e prova a confermarsi leader della classifica generale in una tappa che dovrebbe vedere, questa volta, un arrivo in volata di un gruppo più compatto. Ma il condizionale è d’obbligo perchè i due gpm situali sul percorso – il Coll Puig del Pení ed il Coll de Sant Pere de Rodes – sono sicuramente le prime vere insidie altimetriche del Giro di Catalogna 2025, anche se i ciclisti li scaleranno a metà del percorso e le squadre dei velocisti avranno oltre 70 km per organizzare la volata dei propri capitani all’arrivo di Figueres. Dopo la partenza da Banyoles. La fuga di giornata ha visto l’azione di tre ciclisti ovvero Calum Johnston (Team Caja Rural Seguros RGA), Diego Uriarte (Team Kern Pharma) e Danny van der Tuuk (Team Euskaltel Euskadi). Johnston vinceva il primo traguardo volante di Medinyà posto al km 10.1. Le squadre più attive all’inseguimento dei tre battistrada erano la Visma Lease a Bike e l’Alpecin Deceuninck. Uriarte si aggiudicava il secondo traguardo volante di L’Escala posto al km 39.5. All’inizio del primo gpm Coll Puig del Pení il vantaggio della fuga era di 50 secondi sul gruppo maglia biancoverde in progressivo recupero. Van der Tuuk scollinava in prima posizione. Johnston si rialzava prima del secondo gpm, sul quale la fuga veniva ripresa. A scollinare in prima posizione era Mario Aparicio (Team Burpellet Burgos BH). Il gruppo affrontava compatto il successivo traguardo volante di Garriguella posto al km 109.6. Era Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) a transitare in prima posizione ed ad assicurarsi i tre secondi di abbuono. Gli ultimi 60 km della tappa erano su strade larghe e con lunghi rettilinei, perciò le squadre dei velocisti erano favoriti nel tenere un’andatura costante. Si aspettava ormai soltanto la volata, anche se il rettilineo d’arrivo non era un vero e proprio rettilineo visto che curvava leggermente verso destra. A vincere era Ethan Vernon (Team Israel Premier Tech) davanti a Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) e Kaden Groves (Team Alpecin Deveuninck). Quarto era Axel Laurance (Team INEOS Grenadiers) mentre chiudeva la top five Pavel Bittner (Team Picnic PostNL) in quinta posizione. Per Vernon è la prima vittoria stagionale mentre Brennan resta in maglia biancoverde ed anzi aumenta il suo vantaggio in classifica generale visto che ha adesso 6 secondi di vantaggio su Kaden Groves e 12 secondi di vantaggio su Tibor Del Grosso (Team Alpecin Deceuninck). Domani è in programma la terza tappa da Viladecans a La Molina di oltre 218 km. Oltre ad essere la tappa più lunga del Giro di Catalogna 2025, sarà anche il primo vero spartiacque della breve corsa catalana. I pretendenti alla vittoria finale infatti usciranno allo scoperto visto che negli ultimi 60 km non c’è ombra di pianura ed i tre gpm del Coll de la Batallola, del Coll de Creueta e del Coll La Molina, sul quale è posto la linea d’arrivo, determineranno le sorti della tappa e di conseguenza la nuova fisionomia della classifica generale.

Antonio Scarfone

Ethan Vernon vince a Figueres (foto: Szymon Gruchalski/Getty Images)

Ethan Vernon vince a Figueres (foto: Szymon Gruchalski/Getty Images)

BRENNAN FELIU E CONTENTO. AL BRITANNICO LA PRIMA TAPPA DEL GIRO DI CATALOGNA 2025

marzo 24, 2025 by Redazione  
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Il maltempo condiziona la prima tappa del Giro di Catalogna 2025 che si conclude a Sant Feliu de Guíxols con una volata anomala visto la strada in costante ascesa negli ultimi 500 metri. Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) fa il numero rientrando su Tibor Del Grosso (Team Alpecin Deceuninck) che si era avvantaggiato negli ultimi 2 km sopravanzandolo proprio in vista della linea d’arrivo. L’olandese è solo terzo, dietro anche il compagno di squadra Kaden Groves

Il Giro di Catalogna 2025 presenta sette tappe in linea ed inizia come da tradizione con una tappa adatta ai velocisti di circa 180 km da Sant Feliu de Guíxols – Sant Feliu de Guíxols. Il Coll de Begur e l’Alt de Santa Pellaia, posti nei primi 60 km, sono le uniche due asperità altimetriche che i velocisti supereranno senza troppi problemi. La fuga di giornata partiva dopo alcuni km dal via grazie all’azione di Jan Castellon (Team Caja Rural Seguros RGA), José Luis Faura (Team Burgos Burpellet BH), Danny van der Tuuk e Nicolas Alustiza (Team Euskaltel Euskadi). Castellion si aggiudicava il primo traguardo volante di Palafrugell posto al km 18.5. Erano il Team Alpecin Deceuninck ed il Team Picnic PostNL i più impegnati all’inseguimento dei quattro battistrada. Era Van der Tuuk a scollinare in prima posizione sul Coll de Begur posto al km 28.8. Il secondo traguardo volante de La Bisbal d’Empordà posto al km 47.8 era vinto da Castellon. Alustiza scollinava in prima posizione sul successivo gpm dell’Alt de Santa Pellaia posto al km 64.9. Nel tratto centrale della tappa il gruppo aumentava l’andatura fino a riprendere la fuga a 60 km sotto una pioggia battente. Enric Mas (Team Movistar) vinceva il traguardo volante di Llagostera posto al km 136.5 con Primoz Roglic (Team Redbull BORA Hansgrohe) che si piazzava in terza posizione guadagnando così 1 secondo d’abbuono. Il ritmo imposto proprio dalla Redbull BORA Hansgrohe a circa 15 km dalla conclusione – complice òa strada con diversi saliscendi – allungava e spezzettava il gruppo. Tra i nomi più caldi intruppati nelle retrovie si segnalavano Axel Laurance (Team INEOS Grenadiers) e Sepp Kuss (Team Visma Lease a Bike). A giocarsi la vittoria erano una cinquantina di ciclisti. Nella discesa che anticipava l’arrivo Tibor Del Grosso (Team Alpecin Deceuninck) guadagnava un centinaio di metri su Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) e Kaden Groves (Team Alpecin Deceuninck). Nei 500 metri finali in costante salita con punte all’8%, l’olandese in testa si piantava consentendo a Brennan di raggiungerlo e superarlo proprio una decina di metri prima della linea d’arrivo. Il ciclista britannico vinceva davanti a Groves e Del Grosso. Chiudeva la top five la coppia della Decathlon AG2R La Mondiale formata da Dorian Godon e Andrea Vendrame. Per Brennan, che compirà 20 anni ad Agosto, è la seconda vittoria da professionista nel 2025 dopo quella ottenuta quattro giorni fa al GP de Denain. Il britannico è anche la prima maglia biancoverde di leader della classifica generale davanti a Groves e Del Grosso. Domani la seconda tappa da Banyoles a Figueres di 177.3 km sembra ancora favorire le ruote veloci anche se i due gpm del Coll Puig del Pení e del Coll de Sant Pere de Rodes sono sicuramente più impegnativi di quelli della prima tappa, pur essendo situati tra il km 70 ed il km 100. I velocisti avranno 70 km abbondanti per recuperare dal secondo scollinamento fino all’arrivo di Figueres.

Antonio Scarfone

Matthew Brennan vince a Sant Feliu de Guíxols (foto: Getty Images)

Matthew Brennan vince a Sant Feliu de Guíxols (foto: Getty Images)

­POGACAR INFIAMMA LA CLASSICISSIMA SULLA CIPRESSA, LA VITTORIA SE LA PRENDE VAN DER POEL

marzo 22, 2025 by Redazione  
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Il campione del mondo ha regalato un sabato indimenticabile agli appassionati con un attacco sulla salita di Cipressa che, dal lontano 1996, non era mai più stata decisiva per via delle caratteristiche del percorso che rendono estremamente difficile andare all’arrivo. Van der Poel e uno stoico Filippo Ganna riescono a resistere e, dopo un’altra battaglia sul Poggio, è volata a tre con l’olandese che disputa uno sprint perfetto e precede Ganna e Pogacar che, ancora una volta, deve rimandare l’appuntamento con la vittoria in questa corsa.

Inutile girarci intorno, la Milano – Sanremo è la classica più complicata da vincere per il fuoriclasse sloveno (la Roubaix è un capitolo a parte).
Dopo aver tentato nelle scorse edizioni di fare la differenza sul Poggio, quest’anno Tadej Pogacar (UAE Team Emirates – XRG) ha tentato di giocare una delle sue armi migliori, l’attacco da lontano.
Una simile opzione sembrava nell’aria e già era stata ipotizzata lo scorso anno, visto che sul Poggio è quasi impossibile fare la differenza rispetto a certi uomini.
Quest’anno il pronostico si è trasformato in realtà e la maglia iridata è uscita dal gruppo con una delle sue brutali accelerate già sulla prima rampe della salita della Cipressa; solo due uomini sono stati in grado di non farsi travolgere dall’attacco: il già vincitore di questo corsa Mathieu Van der Poel (Alpecin – Deceuninck) e l’ottimo Filippo Ganna (INEOS Grenadiers), che ha mostrato all’ultima Tirreno Adriatico un’ottima condizione.
L’italiano ha avuto i suoi problemi a tenere il ritmo sulle accelerate di Pogacar, ma è riuscito a gestirsi molto intelligentemente, evitando il fuori giri e cercando sempre di rientrare, approfittando degli inevitabili rallentamenti dopo le rasoiate. Con questa condotta di gara il nostro grande passista è riuscito a ricucire il gap causato dagli attacchi di Pogacar sulla Cipressa prima e sul Poggio poi. Dopo l’ultima asperità Ganna si è superato guadagnando secondi in discesa, terreno nel quale, almeno sulla carta, è inferiore sia a Pogacar, sia a Van der Poel. L’italiano ha portato a compimento l’inseguimento all’interno dell’ultimo chilometro ma, ovviamente, lo sforzo profuso nel finale di una gara lunghissima e tiratissima lo ha inevitabilmente lasciato un po’ a corto di energie per uno sprint combattuto al cospetto di un corridore esplosivo come Van der Poel.
La gara di Ganna è stata quindi ottima ed il secondo posto è un grandissimo risultato.
Il vincitore di questa edizione 116 della Classicissima, invece, ha adottato l’unica tattica possibile, ovvero non mollare un metro sulle tremende rasoiate del campione del mondo, e ha retto molto bene, anche se in alcuni momenti ha dovuto dar fondo a tutte le sue energie e sulle ultime rampe del Poggio ha addirittura provato un allungo, prontamente rintuzzato da Pogacar.
La condotta di gara dell’olandese è stata perfetta anche in pianura e, tornato sull’Aurelia con Ganna e Pogacar dopo la Cipressa, ha collaborato per aumentare il vantaggio sul gruppo, in modo tale da assicurare un finale a tre. Nel tratto conclusivo ha sfruttato il tentativo di Pogacar di impedire il rientro di Ganna ed è riuscito ad anticipare lo sprint osservando gli avversari e cogliendo il momento migliore per partire a tutta, dando fondo alla sua grande esplosività.
Decisivo è stato l’attimo in cui Pogacar era distante qualche metro e Ganna, dal lato opposto della strada, cercava di ordinare le idee; è a questo punto che Van der Poel ha saputo cogliere l’attimo ed è andato a prendersi la vittoria.
Per quanto riguarda Pogacar, l’appuntamento con la vittoria è ancora rimandato; del resto si sa che in una volata con Van der Poel non c’è storia. Il campione del mondo non ha nulla da rimproverarsi, la tattica è stata quella giusta: quella di attaccare sulla Cipressa per far fuori definitivamente i velocisti e impedire situazioni come quella dello scorso anno, quando nel finale erano presenti squadre in superiorità numerica.
L’attacco è stato ottimo e il primo gruppo inseguitore, nonostante fosse rimasto molto ridotto, non è riuscito a contenere il distacco, che allo scollinamento superava i 30 secondi. Si tratta di un gap davvero difficile da scavare su una salita con quelle pendenze e in una situazione in cui certo i tre non sono stati lasciati andare.
Nel tratto pianeggiante Pogacar era consapevole che avrebbe ricevuto collaborazione, essendo interesse comune andare all’arrivo, e sulle primissime rampe del Poggio ha iniziato la girandola di attacchi nell’estremo tentativo di staccare Van der Poel. L’olandese non ha mollato mai ruota e, anzi, come azione dimostrativa ha provato un allungo nelle ultime rampe della salita, azione che sulle prime aveva sorpreso Pogacar.
In definitiva, i tre hanno dato un grande spettacolo anche se in realtà il protagonista assoluto è stato una volta ancora Pogacar, che riesce a dar sfoggio della sua classe anche quando non vince.
Per quel che riguarda il resto della corsa, va segnalata una lunga fuga di giornata esauritasi sui tre capi e animata da Mathis Le Berre (Arkéa-B&B Hotels), Alessandro Verre (Arkéa-B&B Hotels), Baptiste Veistroffer (Lotto Cycling Team), Kristian Sbaragli (Team Solution Tech – Vini Fantini), Tommaso Nencini (Team Solution Tech – Vini Fantini), Mark Stewart (Team Solution Tech – Vini Fantini), Martin Marcellusi (VF Group Bardiani-CSF Faizanè) e Filippo Turconi (VF Group Bardiani-CSF Faizanè).
Un’ultima notazione pare opportuna per censurare la scelta di spostare la partenza da Milano a Pavia. La corsa è storica e si chiama Milano – Sanremo ed è quindi evidente che non ha senso non farla partire dal capolugo lombardo. É stato affermato che anche le corse che vedono Parigi come partenza non scattano da Parigi. Quello che non si comprende è per quale motivo si debbano copiare gli errori commessi da organizzatori di altre corse.
Per fortuna i corridori ci hanno fatto dimenticare questa stortura con una corsa bellissima e spettacolare.
La stagione delle classiche monumento è partita e, se il buon giorno si vede dal mattino, gli appassionati possono aspettarsi una straordinaria primavera.

Benedetto Ciccarone

Per la seconda volta in carriera Van der Poel vince la Milano-Sanremo (Getty Images)

Per la seconda volta in carriera Van der Poel vince la Milano-Sanremo (Getty Images)

BREDENE – KOKSIJDE, IL RITORNO AL SUCCESSO DI EDWARD THEUNS

marzo 21, 2025 by Redazione  
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Quattro anni dopo la tappa di Budapest al Giro di Ungheria il fiammingo di Lidl-Trek porta a casa un nuovo successo grazie ad una bella azione di un piccolo gruppetto. Nella volata finale Theuns ha preceduto lo statunitense Luke Lamperti (Soudal – Quickstep) e l’olandese Nils Eekhoff (Team Picnic PostNL), con il gruppo che manca per poche centinaia di metri l’aggancio finale agli attaccanti. Decimo posto per Alessandro Romele (XDS Astana Team), migliore degli italiani.

Una lunga volata, di vera potenza sulle strade di casa, per la decima vittoria in carriera: così oggi Edward Theuns, 33enne fiammingo della Lidl-Trek, si è aggiudicato la Bredene-Koksijde Classic, semiclassica di 201 km con arrivo nella località balneare affacciata sul Mare del Nord. E’ stata una corsa con varie emozioni ed un finale sempre molto incerto, dove il vento (che qui è “di casa”) si è fatto sentire e non sono mancate le cadute.

I continui attacchi hanno portato un gruppo di quindici corridori a lasciare il plotone principale e a proseguire verso l’arrivo. Quando sembrava che questi venissero ripresi per dare spazio alle azioni finali dei velocisti, l’azione di riaggancio è arrivata con notevole ritardo e il gruppetto ha resistito fino all’arrivo. A nulla, infatti, è valso il recupero, arrivato ai -300 metri dal traguardo, dove Theuns è riuscito con una lunga volata a prevalere su Luke Lamperti e Nils Eekhoff, regalandosi una emozionantissima vittoria. Era da ben quattro anni, esattamente dal 16 maggio 2021, che il belga nato a Gand mancava all’appello tra i vincitori di una corsa. Dopo la vittoria nella quinta ed ultima tappa del Tour de Hongrie, a Budapest, la sua carriera è andata avanti come gregario, fino a trasformarsi in un uomo-squadra fondamentale per Jonathan Milan negli sprint del friulano. Fondamentale è stato il suo contributo nella recente edizione della Tirreno-Adriatico, nella quale Milan è andato a segno due volte, nelle tappe di Follonica e San Benedetto del Tronto. A Koksijde Teuns ha avuto la sua chance ed è arrivata finalmente anche la vittoria.

Per Theuns i futuri appuntamenti resteranno sulle strade del Belgio, la prossima settimana alla Brugge – De Panne (mercoledì) e domenica alla Gand – Wevelgem, per proseguire poi con la Dwars Door Vlaanderen del 2 aprile. Ma domani i fari sono tutti puntati alla “Classicissima”, la Milano-Sanremo, prima “Monumento” della stagione 2025.

Andrea Giorgini

Teuns torna alla vittoria sulle strade della Bredene Koksijde Classic (foto Luc Claessen/Getty Images)

Teuns torna alla vittoria sulle strade della Bredene Koksijde Classic (foto Luc Claessen/Getty Images)

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